mHealth in Europa: la consultazione

Written by Webmaster. Posted in Sanità

Secondo le risposte alla consultazione pubblica della Commissione europea pubblicata lo scorso 12 gennaio, Privacy, sicurezza del paziente, un quadro giuridico chiaro e una migliore evidenza sul rapporto costi – benefici, sono tutti temi necessari per aiutare l’espansione dell’mHealth in Europa.


211 risposte giunte da parte delle autorità pubbliche, degli operatori sanitari, delle organizzazioni di pazienti e degli operatori di mercato, dentro e fuori l’Unione europea, hanno dato un feedback su undici questioni relative alla diffusione dell’ mHealth nell’UE. Mentre recenti statistiche confermano che le iniziative nazionali e comunitarie di finanziamento stanno dando buoni frutti e che l’Europa è destinata a diventare il più grande mercato entro il 2018, le risposte hanno indicato che occorre spingere affinché in modo gli imprenditori europei possano accedere efficacemente a questo mercato in forte espansione.
Analizzando le risposte, si evince che:
97 intervistati ritengono necessari strumenti efficaci a tutela della privacy e della sicurezza.
La metà degli intervistati ha chiesto un rafforzamento nell’applicazione delle norme di protezione dei dati.
Quasi la metà degli intervistati chiede maggiore sicurezza del paziente e la trasparenza delle informazioni, per mezzo di sistemi di certificazione e di app dedicate al wellness. Tuttavia si segnala che alcuni avvertono i rischi di un’eccessiva regolamentazione, che potrebbe porre un freno all’ mHealth.
I vendor ICT considerano difficile l’accesso al mercato a causa della mancanza di un chiaro quadro normativo, di interoperabilità e di criteri di qualità comuni.
71 intervistati ritengono necessario chiarire i requisiti di sicurezza e le norme di responsabilità applicabili alle app, attraverso la legislazione, l’autoregolamentazione o linee guida.
Un quinto degli intervistati ritiene siano necessari ulteriori dati sul rapporto costi-benefici dell’mHealth.
21 intervistati raccontano studi e progetti specifici che hanno dimostrato una maggiore efficienza del sistema attraverso l’uso dell’mHealth: ad esempio, alcune sperimentazioni nei paesi nordici hanno dimostrato che l’mHealth potrebbe generare una riduzione del 50-60% nelle notti in ospedale e la ri-ospedalizzazione per i pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica. Lo stesso studio ha stimato che l’mHealth potrebbe ridurre la spesa complessiva di assistenza agli anziani del 25%.
Gli intervistati hanno inoltre suggerito che:

Le azioni nazionali ed europee dovrebbero garantire l’interoperabilità delle soluzioni mHealth con cartelle cliniche elettroniche (EHR) per la continuità delle cure e per scopi di ricerca.
Maggiore enfasi dovrebbe essere messa sulle azioni volte a promuovere gli open standard e l’uso di API.
Gli operatori sanitari, i pazienti e i farmacisti dovrebbero essere coinvolti attivamente nello sviluppo dell’mHealth, in un’ottica di co-progettazione.

[Fonte: Digital Agenda for Europe]

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