Agenzia per l’Italia digitale: lo stop della Corte dei Conti

Written by Salvatore Lo Presti. Posted in Normativa

L’Agenzia per l’Italia digitale resta ancora ferma ai box di partenza. Palazzo Chigi ha, infatti, ritirato lo statuto su pressione della Corte dei Conti che ha rilevato costi eccessivi per il funzionamento dell’ente, lasciando in tal modo l’ente senza poteri operativi.

Il nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta potrebbe, però, approfittare della situazione per rivedere le norme su cui né Pd né Pdl (oggi maggioranza di governo) si erano dimostrati d’accordo al momento del varo ad opera del governo Monti. Domenica e lunedì il governo si ritirerà nell’abbazia toscana di Spineto per coordinare i prossimi sforzi e le prime riforme: nell’agenda del lavori l’Italia digitale non potrà mancare.

 

Già in questi giorni, però, sono in corso incontri tra i ministeri competenti (Mise, Miur e Pubblica Amministrazione) per capire come e dove il testo può essere migliorato rispettando i rilievi fatti dalla Corte dei Conti sui costi dell’ente, considerati eccessivi in tempi di spending review, e sulle modalità organizzative considerate troppo verticistiche.

Intervistato sull’argomento da Repubblica.it, Paolo Colli Franzonepresidente dell’osservatorio Netics – ha spiegato come, “in particolare, sarebbe in atto un braccio di ferro tra il direttore dell’Agenzia, Agostino Ragosa, e la Corte dei Conti. Ragosa vorrebbe carta bianca sull’assunzione dei dirigenti e un organico di 150 persone. Ma uno scrupoloso magistrato della Corte si è accorto che secondo il decreto Crescita 2.0 l’Agenzia ha diritto a circa 28 persone in meno”.

Inoltre la Corte dei Conti teme che via sia un particolare articolo dello statuto in grado di portare a spese eccessive: la facoltà di Ragosa di stipulare contratti a tempo determinato, per un massimo di due anni non rinnovabili, a persone di comprovata professionalità, da assumere come dirigenti.

La questione rimane dunque aperta, ma nel frattempo i tempi di entrata in azione dell’Agenzia rischiano dunque di slittare e con essi anche quelli per la realizzazione dell’Agenda digitale al palo per la mancanza dei decreti attuativi. “Senza lo statuto” aggiunge Paolo Colli Franzone “l’Agenzia si trova ferma in un paradosso: ha il budget assegnato ma non può lavorare ai decreti attuativi dell’Agenda digitale”.

Senza un comitato di indirizzo, la cui nomina è saltata proprio per il ritiro dello statuto, l’ente non potrà infatti mai espletare le funzioni assegnategli dal decreto Crescita. Si tratta di funzioni fondamentali, quali:

  • sostegno e sviluppo dell’amministrazione digitale;
  • realizzazione di una strategia per la larga banda;
  • interventi mirati per la digitalizzazione della scuola;
  • e l’attività trasversale che comprende l’informazione, la formazione e i rapporti con gli organismi europei (quest’ultima cruciale per attingere ai fondi comunitari disponibili).

[fonti: Corriere delle Comunicazioni e Repubblica.it]

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