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L'AGID (Agenzia per l'Italia Digitale), dopo lo stallo in cui si era ritrovata, finalmente accelera. La fine della scorsa settimana, infatti, ha visto la nomina dei rappresentanti del comitato d'indirizzo dell'Agenzia, si tratta di Roberto Moriondo della Regione Piemonte e Matteo Lepore del Comune di Bologna.
L'Agenzia per l'Italia digitale resta ancora ferma ai box di partenza. Palazzo Chigi ha, infatti, ritirato lo statuto su pressione della Corte dei Conti che ha rilevato costi eccessivi per il funzionamento dell'ente, lasciando in tal modo l'ente senza poteri operativi.
Il nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta potrebbe, però, approfittare della situazione per rivedere le norme su cui né Pd né Pdl (oggi maggioranza di governo) si erano dimostrati d'accordo al momento del varo ad opera del governo Monti. Domenica e lunedì il governo si ritirerà nell'abbazia toscana di Spineto per coordinare i prossimi sforzi e le prime riforme: nell'agenda del lavori l'Italia digitale non potrà mancare.
Valorizzare le persone non più giovani, uscite dal mondo lavorativo, attraverso l'aggiornamento e il reinserimento in società agevolato dall'apprendimento e l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche. E' questa la finalità principale del progetto che questa mattina a Palazzo regionale della Valle d'Aosta ha visto la consegna di 100 tablet ad altrettanti anziani dalle mani del Presidente della Regione, Augusto Rollandin. L'iniziativa rientra nel progetto cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale "Sostegno alle persone anziane e vulnerabili mediante l'adozione di soluzioni innovative", attuato dalla Struttura Politiche sociali dell'Assessorato Sanità, salute e politiche sociali, finanziato nell'ambito del Programma di cooperazione territoriale "Italia-Svizzera 2007-2013".
Articolo di Paolo Colli Franzone, Direttore Osservatorio Netics - Netsquare
In attesa che un nuovo Governo ricominci a lavorare, vale la pena ricordare che intorno ai temi dell'Agenda Digitale si muovono oltre centomila aziende che danno lavoro a più di seicentomila addetti, 70 miliardi di Euro, meno di mezzo punto di Pil. Poco, si potrebbe dire: poco, e quindi scarso interesse da parte di coloro i quali andranno a manovrare nella stanza dei bottoni prossima ventura.
Ma c'è un ma che deriva da una considerazione banale finché si vuole ma non smentibile: stiamo parlando delle centomila aziende e dei seicentomila lavoratori che mandano avanti il 100% del Pil, a meno che non si riesca a immaginare un Paese che torna alla penna d'oca e all'abaco. Cosa succede quando l'IT non funziona, lo si può leggere in prima pagina sui quotidiani e vedere nei telegiornali: le proteste dei pensionati quando si ferma il "cervellone" di Poste, dei pendolari di Trenord qualche mese fa, dei viaggiatori sulla Metro torinese qualche giorno fa. Cosa succede quando l'IT funziona bene, lo possiamo constatare leggendo le ricerche che hanno misurato il ritorno degli investimenti Ict in termini di crescita di ricchezza e benessere nei Paesi sul podio digitale.